IL CARITAS BABY HOSPITAL
“Un ponticello fra i ponti della pace”

“Il Caritas Baby Hospital (CHB) è sostenuto al 100 per cento da Aiuto Bambini Betlemme (KHB). Nello spirito del suo fondatore, Padre Schnydrig, esso vuole essere un “ponticello fra i ponti della pace”. Questa frase presa dal documento scolpito nelle mura del nuovo edificio inaugurato nel 1978, per tutte le collaboratrici e per tutti i collaboratori definisce sia il compito, sia l’obiettivo. Oltre alla sua importanza sul piano medico, il Baby Hospital è un simbolo di speranza e amore per il prossimo, in una realtà contrassegnata da innumerevoli difficoltà. Il funzionamento coerente dell’ospedale apre uno spiraglio di speranza e fiducia per gli uomini e le donne di Betlemme.
I principi del nostro lavoro: Il CBH è aperto a ogni persona bisognosa, a nessuno verrà chiesto di indicare la propria appartenenza etnica o religiosa, a nessuno verrà negato l’accesso all’ospedale per mancanza di soldi, Il CBH è fede vissuta. Il Caritas Baby Hospital non dista molto dalla Santa Chiesa della Natività, un luogo in cui i cristiani di tutto il mondo celebrano la nascita di Gesù Cristo. Dalla strada principale, una stradina sale su per la collina e porta direttamente al Caritas Baby Hospial. Dalla cappella dell’ospedale si apre una stupenda panoramica su Betlemme e i campi dei pastori. I gruppi di pellegrini sono cordialmente invitati a celebrare la Santa Messa qui, in questo posto lontano dal frenetico andirivieni della Chiesa della Natività”.

La crescita esponenziale dei piccoli pazienti

“Lo scorso anno al CBH è aumentato di oltre un terzo il numero dei piccoli pazienti.
Le cifre parlano da sé. Il Caritas Baby Hospital è oggi più importante che mai per il supporto medico nei Territori palestinesi. Lo scorso anno, fra ambulatorio e ospedale, sono stati curati ben 27.200 bambini. L’aumento è stato pari al 44% rispetto all’ anno precedente.
Per il direttore amministrativo Edward Dabdoub, il forte incremento è da attribuirsi soprattutto a un inverno rigido e umido.”Molti piccoli pazienti sono arrivati in condizioni di ipotermia o con infezioni dell’apparato respiratorio, in seguito dunque a gravi malattie da raffreddamento”, è stato il commento di Dabdoub riguardo alla statistica annuale. Malgrado la crescita nel numero dei piccoli pazienti al CBH, va ricordato comunque che per quelli che abitano molto distanti da Betlemme, raggiungere l’ospedale è stato quanto mai difficile. “Il nostro augurio è che ben presto si possa arrivare in ospedale senza grandi difficoltà anche dalle regioni più distanti del Paese. “Il nostro lavoro è più necessario che mai”, conclude Dabdoub”.